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Il suicidio di Israele
Metadata
- Author: Anna Foa
- ASIN: B0DJ9BFSTT
- Reference: https://www.amazon.com/dp/B0DJ9BFSTT
- Kindle link
Highlights
Rileggere i percorsi di una memoria che ci ha accompagnato per ottant’anni ma che non è bastata a mettere in salvo né i civili ebrei il 7 ottobre né i civili palestinesi nei mesi della guerra. — location: 30 ^ref-64543
All’alba del 7 ottobre 2023 un sanguinoso attacco portato da oltre 4000 terroristi di Hamas sul territorio israeliano, al confine con Gaza, accompagnato da un vastissimo lancio di missili, ha portato Israele in guerra. — location: 40 ^ref-35742
Intanto Israele era bersagliata dai missili, quasi sempre coperti dall’Iron Dome, lo scudo di protezione, ma le sirene suonavano continuamente accrescendo la tensione. — location: 47 ^ref-53319
Il paese ha perso la sua coscienza di essere invincibile, di avere dei servizi segreti in grado di prevedere eventi di questo genere. — location: 50 ^ref-43463
Ci si è domandati perché il fronte di Gaza fosse così sguarnito, perché non fossero stati ascoltati gli allarmi sull’inusuale movimento riscontrato al di là del confine con Gaza. — location: 51 ^ref-46290
protestare contro la riforma giudiziaria proposta dal governo Netanyahu che toglieva potere alla Corte Suprema per darne invece di più all’esecutivo, il che, in uno Stato privo di Costituzione, sbilanciava nettamente i rapporti tra i poteri a favore del governo. — location: 55 ^ref-45517
Likud, — location: 58 ^ref-40007
Ogni sabato pomeriggio, le piazze si riempivano di folle immense, che agitavano le bandiere israeliane. Per Netanyahu e per il suo governo, erano — location: 59 ^ref-15706
Un altro elemento degno di riflessione sono le preoccupazioni, espresse più volte dai servizi segreti, sull’indebolimento della sicurezza del paese, dovuto però – e questo emerge chiaramente nelle loro dichiarazioni – non alla spaccatura creata nel paese dalle manifestazioni ma alla politica del governo. — location: 68 ^ref-62539
Nel corso del 2023 la riforma giudiziaria si era accompagnata fra l’altro ad una politica di crescente legalizzazione degli insediamenti nella West Bank e di un loro consistente aumento. Una politica volta evidentemente e dichiaratamente — location: 72 ^ref-13970
sempre più improbabile la nascita di uno Stato palestinese e a spingere verso una “grande Israele”, che annettesse ad Israele i territori della West Bank, la Giudea e Samaria bibliche, come erano definite dai religiosi, nella loro ansia messianica di ricostituire l’Israele della Bibbia. — location: 74 ^ref-12936
sollevare di nuovo di fronte al mondo la questione palestinese, che gli accordi di Abramo del 2020 non avevano preso in conto? — location: 88 ^ref-7788
Nemici ma concordi su una cosa sola, sabotare la soluzione dei due Stati, distruggerne la possibilità stessa nel futuro. — location: 94 ^ref-29599
il 29 dicembre 2023 da parte del Sudafrica, alla Corte di giustizia internazionale dell’Aja, di Israele come autore di un genocidio e al mandato di arresto internazionale contro Netanyahu, ma anche contro — location: 97 ^ref-37266
destino della West Bank appare sempre più come la vera questione in gioco, mentre la Knesset si esprime contro la nascita dello Stato palestinese. — location: 107 ^ref-58441
Ma per meglio comprendere questa drammatica situazione, credo occorra tornare indietro e domandarsi come nasce questo conflitto e soprattutto come nasce il sionismo, cosa è, e quali conseguenze ha la sua nascita sul mondo ebraico e sulla Palestina. Troppe sono le voci, da una parte e dall’altra, che si — location: 114 ^ref-9568
La via percorribile tra questi due estremi, volti ambedue – con scopi opposti – ad impedire la nascita accanto ad Israele di uno Stato palestinese, è davvero stretta. — location: 121 ^ref-18749
il sionismo è in primo luogo l’ideologia che considera gli ebrei un popolo e che ne sostiene il diritto al ritorno nella loro terra originaria, la Palestina. — location: 132 ^ref-64383
È quindi un movimento di rinascita nazionale, pari ad altri movimenti di rinascita nazionale, simile al Risorgimento italiano, come sostiene proprio uno dei primi pensatori sionisti, Moses Hess, nel suo libro del 1862 Roma e Gerusalemme. — location: 133 ^ref-61558
Palestina sotto protettorato inglese, — location: 138 ^ref-42930
con gli oltre duemila anni di vita degli ebrei dopo la distruzione del — location: 138 ^ref-48067
distruzione del Tempio nel 70 della nostra era. — location: 139 ^ref-15897
Vuole creare un ebraismo nuovo, cancellare i venti secoli della diaspora, — location: 140 ^ref-6697
Per farlo, deve rifiutare con forza la vita nella diaspora, ripensare i confini fra questa vita di minoranza e il nuovo Stato degli ebrei. — location: 142 ^ref-30336
Galut, — location: 143 ^ref-31307
Yudka — location: 146 ^ref-39456
“Un uomo diventa un sionista quando non può essere più un ebreo”, aggiunge, in una interessante distinzione fra l’ebreo, figlio della diaspora, e il sionista, l’ebreo che riconquista il suo Stato (Yerushalmi 1983; Wisse 2022: — location: 150 ^ref-48864
Il sionismo nasce così in una dura opposizione alla diaspora, alla vita degli ebrei come minoranze sparse fra le nazioni. — location: 151 ^ref-8895
assimilazione”, — location: 152 ^ref-55210
perdita dell’identità ebraica, — location: 153 ^ref-32282
sabra — location: 155 ^ref-13323
yeshivot. — location: 156 ^ref-22956
la diaspora non è più un luogo legittimo dove gli ebrei possono vivere, solo spostandosi entro i confini dello Stato ebraico gli ebrei riceveranno legittimità. — location: 158 ^ref-20134
Per molto tempo anche dopo la fondazione dello Stato, la yeridah, l’uscita da Israele di quanti vi si erano stabiliti, il contrario dell’aliyah, la salita in Israele, è ancora vista con sospetto e ostilità. — location: 159 ^ref-32656
pogrom — location: 164 ^ref-4502
libelli — location: 164 ^ref-30943
Yishuv, — location: 166 ^ref-10198
Bund, il partito socialista polacco e russo ostile al sionismo, — location: 167 ^ref-37516
il bolscevismo a cui aderiscono tanti ebrei russi. — location: 168 ^ref-25537
sionismo non è così né una risposta all’emancipazione né una risposta al suo rifiuto. — location: 169 ^ref-16817
antisemitismo, — location: 175 ^ref-14263
pogrom — location: 178 ^ref-4502
secondo i dati più accertati, i suoi abitanti erano, a metà Ottocento, circa 400.000, oltre il 90% dei quali musulmani. Un discorso a parte va però fatto per Gerusalemme, — location: 184 ^ref-20369
ortodossi, — location: 186 ^ref-48662
Yishuv”. — location: 187 ^ref-29145
“All’estero, tendiamo a credere che la Palestina sia una terra quasi del tutto isolata, un deserto non coltivato, un territorio incolto dove chiunque sia desideroso di comprare terreni potrebbe andare e acquistare a piacimento. In realtà non lo è affatto: su questa terra è difficile trovare appezzamenti arabili che non siano seminati. — location: 191 ^ref-56603
il giorno in cui la presenza del nostro popolo acquisterà una dimensione tale da ledere, poco o tanto, le posizioni degli autoctoni, non sarà di buon grado che ci cederanno il loro posto” — location: 195 ^ref-4150
1921 sarebbe diventata la resistenza araba al sionismo. — location: 199 ^ref-32972
Faysal — location: 206 ^ref-48258
Balfour, — location: 206 ^ref-30234
A determinare la rottura fra i sionisti e il mondo arabo fu però la sconfitta subita da Faysal alla conferenza di pace di Parigi, quando la Siria, contrariamente alle promesse fatte dalla Gran Bretagna a Faysal in cambio dell’appoggio nella guerra, venne posta sotto il protettorato francese. — location: 207 ^ref-43096
Un’altra rivolta araba scoppiò nel 1929, durante la quale molti degli ebrei di Hebron, parte del vecchio Yishuv pre-sionista, furono massacrati. — location: 211 ^ref-37175
Nell’intento di fare di Gerusalemme il centro di uno Stato islamico fondamentalista da cui gli stranieri e gli ebrei fossero scacciati, il Gran Muftì si avvicinò dopo il 1933 ad Hitler, con cui strinse alleanza durante la guerra. — location: 213 ^ref-9772
Gli arabi, che avevano convissuto senza problemi con il vecchio Yishuv, tanto simile a loro nelle modalità di vita, vedevano ora una minaccia nel socialismo dei primi sionisti, nella loro concezione egualitaria dei rapporti tra i sessi, nella loro visione moderna del mondo. — location: 216 ^ref-50787
Questa modernizzazione aveva avuto così costi pesanti per gli strati più poveri della popolazione araba. — location: 219 ^ref-50379
Non pochi erano quanti speravano in una convivenza tra arabi ed ebrei nel futuro Stato ebraico. — location: 224 ^ref-36957
Brit shalom, Patto per la pace, che auspicava la creazione di uno Stato binazionale ebraico ed arabo dove ebrei ed arabi godessero degli stessi diritti. E proprio la relazione con gli arabi avrebbe costituito per loro il banco di prova su cui il sionismo sarebbe stato giudicato. — location: 227 ^ref-2910
Nel 1941 riteneva che bisognasse alzare contro gli arabi “un muro di ferro”, riteneva che gli arabi non avrebbero accettato senza imposizioni la presenza della colonizzazione sionista, ma vedeva anche una volta raggiunta con la forza tale accettazione la possibilità di garantire uguali diritti ad ebrei e arabi all’interno di una concezione binazionale. — location: 235 ^ref-61984
Betar, — location: 238 ^ref-20540
movimento terroristico anti-inglese Irgun, — location: 240 ^ref-21640
È la grande rivolta del 1936, organizzata dal Gran Muftì sia contro gli ebrei sia, questa volta, anche contro gli inglesi, a mettere fine a qualsiasi ipotesi di accordo fra l’Yishuv e gli arabi. — location: 244 ^ref-44832
Fra il 1933 e il 1937, 450.000 ebrei emigrarono in Palestina, grazie anche ad accordi stipulati fra Ben Gurion e il Terzo Reich, all’epoca favorevole a disfarsi degli ebrei favorendone l’emigrazione e non ancora lo sterminio. — location: 251 ^ref-22678
timorosi di un appoggio degli arabi all’Asse, gli inglesi affossavano con il Libro Bianco la costituzione dello Stato ebraico, annullando il piano Peel e limitando moltissimo le quote di immigrazione degli ebrei, portate in tutto a 75.000 nei successivi quattro anni e poi di fatto bloccate. — location: 253 ^ref-58434
Libro Bianco — location: 258 ^ref-15272
El Alamein — location: 261 ^ref-2507
Se questo non fosse successo, gli ebrei presenti in Palestina sarebbero stati sterminati come quelli europei, un dato di fatto che in Italia chi, pur facendo grandi affermazioni di amicizia verso Israele, esalta ogni anno il valore dei combattenti italiani di El Alamein tende a dimenticare. — location: 261 ^ref-22612
Ben Gurion — location: 269 ^ref-51180
Fra i tentativi di venire in aiuto agli ebrei europei bisogna menzionare la cosiddetta missione dei paracadutisti, organizzata fra il 1943 e il 1944 dai servizi segreti britannici e dall’Agenzia Ebraica, l’organo dirigente dell’Yishuv. Trentadue paracadutisti furono lanciati nei vari paesi occupati con la missione di portare direttamente soccorso agli ebrei. Sette di loro furono catturati e uccisi dai tedeschi, fra loro l’organizzatore della missione, l’italiano Enzo Sereni, sionista di orientamento socialista che aveva fatto aliyah nel 1927, morto a Dachau nel novembre 1944. — location: 273 ^ref-35852
Brigata palestinese anche detta Brigata ebraica, — location: 278 ^ref-60423
Yishuv — location: 284 ^ref-20650
Di qui la storica votazione dell’Assemblea Generale dell’ONU, il 29 novembre 1947, che sanciva la spartizione e la nascita di uno Stato ebraico accanto ad uno palestinese. — location: 300 ^ref-17676
Il giorno dopo le forze della Lega araba (egiziani, siriani, iracheni, libanesi e transgiordani) attaccavano da più parti il nuovo Stato. — location: 309 ^ref-10732
sionismo aveva più che raggiunto il suo obiettivo dal momento che la vittoria nella guerra aveva portato ad un notevole allargamento dei confini del nuovo Stato, ma vedeva anche una radicale trasformazione della sua natura e ideologia. Era un prezzo molto alto che cancellava quelle correnti del sionismo che avevano prospettato un futuro in cui palestinesi ed ebrei avrebbero vissuto gli uni accanto agli altri, in un solo Stato, posizioni però già messe in dura crisi dalla rivolta antisionista del 1936, ed assumeva il senso di una svolta verso una forma di insediamento di tipo coloniale, anche se numerose restavano le differenze rispetto alla politica coloniale degli Stati europei tra Otto e Novecento. — location: 325 ^ref-3160
risoluzione 3379 dell’ONU che equiparava il sionismo al razzismo e al colonialismo, assimilandolo alla politica di apartheid praticata in Sudafrica, risoluzione successivamente cancellata nel 1991. — location: 336 ^ref-12242
Nakba. — location: 345 ^ref-17197
Non aveva ancora il sostegno pieno degli Stati Uniti, ma aveva quello della Francia che la riforniva di armi. — location: 403 ^ref-52436