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2025-06-05 22:07:12 +02:00

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2021-02-01-1133-GAME_STOP

Giuliano Antoniciello

29** gennaio all****e ore 04:16** ·

L'INCREDIBILE STORIA DELLA SPECULAZIONE SULLE AZIONI DI #GAMESTOP

(semplificata, gli esperti del settore mi perdoneranno, era troppo bella per non raccontarla)

Avete presente "Una poltrona per due"? Quel solito film di Natale con Dan Aykroyd ed Eddie Murphie, dove i due protagonisti riescono a mandare sul lastrico i due perfidi e ricchissimi fratelli Duke con un ingegnoso trucco finanziario basato su una speculazione di borsa? Bene, negli ultimi due giorni non solo è successa veramente una cosa del genere, ma è successa su vasta scala, coinvolgendo centinaia di migliaia di persone e avendo per oggetto della speculazione una cosa tanto banale come quella del film. In "Una poltrona per due" la speculazione riguardava il succo d'arancia concentrato, nella realtà invece "GameStop", la catena di negozi di videogiochi. Mettetevi comodi perché questa storia è pazzesca, inaspettata, divertente, illuminante e merita due minuti di attenzione.

Allora, le speculazioni come quella del film si chiamano vendite allo scoperto (short selling o semplicemente shorts in inglese). In sostanza, gli speculatori fanno delle scommesse sul valore che avranno in futuro le azioni di certe aziende, del tipo "il prezzo delle azioni X calerà, per qualche motivo". Sulla base di quelle scommesse, prendono in prestito le azioni X e le vendono al prezzo che hanno in quel momento, come se le avessero già comprate, e si impegnano a pagare il prezzo che le stesse azioni X avranno in un certo momento nel futuro. Di fatto con le vendite allo scoperto prima si vende, al prezzo corrente, e poi si compra, al prezzo futuro. Se la scommessa era azzeccata, cioè se davvero le azioni X perdono valore, gli speculatori, che le avevano già vendute a un certo prezzo, diciamo a 100, le compreranno a un prezzo più basso, diciamo 50. Quindi a conti fatti, lo speculatore ha speso 50 ma ha incassato 100: i 50 di differenza sono il suo guadagno. Se state pensando che sia un sistema folle avete ragione, ma è il modo in cui funziona la finanza: né più e né meno che un gigantesco casinò. Fino a ieri questi speculatori erano essenzialmente grossi fondi di investimento, capaci di spostare miliardi e miliardi di dollari sul mercato delle azioni: quando si muovono loro e fanno delle scommesse, sono inarrestabili, degli schiacciasassi che con le loro mosse condizionano pesantemente il mercato azionario e a cascata anche la cosiddetta economia reale. Infatti, se le azioni di una società perdono valore è perché si pensa che quella società vada o stia per andare male. Ma questo non interessa agli speculatori, perché non è l'oggetto reale di cui comprano le azioni che gli interessa, ma soltanto la loro scommessa sul valore di quelle azioni. Gioco d'azzardo puro, scollegato dal mondo materiale.

Ora, capite che se il manager di un grosso fondo di investimento scommette miliardi (o anche più) sul fatto che il valore di certe azioni calerà, si crea un fortissimo interesse a far calare quelle azioni. Mettetevi nei loro panni. Se voi foste uno di quei manager e aveste piazzato una gigantesca scommessa come quelle di cui stiamo parlando, ve ne stareste buoni buoni nel vostro ufficio confidando nella buona sorte? Oppure, avendone i mezzi, cerchereste di "convincere" (in vari modi più o meno etici) altri manager dello stesso mercato azionario a vendere le azioni X che possiedono, facendo così di conseguenza calare il prezzo e aumentare i vostri profitti? Tanto sia voi che loro siete comunque nel giro e magari in futuro sarete voi a ricambiare il favore. Tanto chi ci rimette, e se c'è qualcuno che guadagna in una scommessa c'è sempre qualcun altro che ci rimette, saranno piccoli investitori che nel vostro ambiente non hanno potere e non contano nulla, perché i pesci piccoli sono sì molto numerosi, ma ognuno pensa per sé quindi non agiscono come un'unica forza coordinata e possono essere mangiati dai pesci grandi. Oppure no?

Ieri è successo l'imprevisto. È partito tutto da Reddit, un social network non molto popolare da noi ma abbastanza popolare negli Stati Uniti. È tendenzialmente una cosa da nerd e si vede, se non lo conoscete fatevi un giro e mi darete ragione. A differenza di Facebook, Reddit assomiglia vagamente ai vecchi forum di una volta, ed è diviso in una moltitudine di sotto-forum tematici, chiamati subreddit. C'è un subreddit dove si parla solo di fotografia, uno dove si parla solo di fumetti, uno per le discussioni politiche interne agli USA e così via. C'è veramente di tutto: se una cosa esiste ed interessa almeno a qualche migliaio di persone, è molto probabile che abbia un suo subreddit dedicato. Uno di questi subreddit si chiama r/wallstreetbets (letteralmente, scommesse di Wall Street) ed è un forum per piccoli trader, che comprano e vendono azioni in piccola quantità, spesso tramite qualche app, e che si scambiano opinioni attraverso i post del subreddit. Qualche settimana fa qualcuno, su quel subreddit, si accorge che è in corso una grande vendita allo scoperto che riguarda GameStop. È una catena di negozi di videogiochi, qualcosa che tutti su r/wallstreetbets conoscono, e la scommessa sulla sua futura perdita di valore si basa sull'idea che tra lockdown per la pandemia ed espansione delle piattaforme come Steam, un negozio "tradizionale" come GameStop è destinato a fallire. Tipo Blockbuster vs Netflix. E pazienza per quelli che ci lavorano. Dannati speculatori sulla pelle dei poveracci, commenta qualcuno. Dopo la crisi finanziaria del 2007-2008 nessuno di loro ha pagato per i loro atti vergognosi, commenta qualcun altro. Già, bisognerebbe proprio fargliela pagare, dicono i commenti sotto. E qui avviene il salto di qualità: si comincia a dire "ma allora facciamogliela pagare!". Come? Semplice: facendogli perdere la scommessa. I grandi speculatori hanno scommesso enormi somme sul fatto che le azioni di GameStop perderanno valore? E noi le faremo salire di valore! Così quando quei manager strapagati dovranno rispettare il contratto che hanno stipulato e acquistare le azioni che hanno già venduto, il prezzo che pagheranno sarà così alto che li manderemo falliti. Così, senza che nessun manager al vertice di qualche fondo d'investimento l'abbia deciso, inizia una valanga di acquisti: prima centinaia, poi migliaia, poi decine di migliaia e alla fine centinaia di migliaia di persone leggono quei commenti e decidono di partecipare: tutti insieme acquistano le azioni di GameStop e per la legge della domanda e dell'offerta, se tutti vogliono qualcosa, il presso sale. E sale tanto! La cosa è talmente rapida e improvvisa che coglie di sorpresa i grossi speculatori, che di colpo si rendono conto con orrore che stanno per perdere miliardi di dollari. Quello che segue è uno psicodramma che nemmeno I Simpson avrebbero saputo prevedere.

A questo punto, con il prezzo delle azioni di GameStop che decolla, nel timore di perdere tutti i loro soldi e finire letteralmente falliti, i grossi speculatori fanno l'unica cosa che possono: iniziano a comprare anche loro. L'idea è che se il prezzo continuerà a salire potranno poi rivendere, ricavare un po' di soldi e coprire almeno in parte le perdite. L'unico problema è che adesso TUTTI gli attori in gioco, sia i piccoli che i grandi stanno comprando, per cui il prezzo schizza verso l'alto vertiginosamente: in meno di due giorni è passato da 30 dollari ad azione a oltre 350 dollari per azione, con un aumento del 600% nelle ultime ore della giornata di ieri. In gergo tecnico questo si chiama "short squeeze": i pesci piccoli stanno stritolando a morte quelli grandi, battendoli al loro stesso gioco. Solo che neanche in questo caso i pesci grandi stanno a guardare confidando nella buona sorte. Ricordate, i pesci piccoli fanno trading di piccola entità, mettendo ciascuno qualche centinaio di dollari, e spesso tramite app. All'improvviso una di queste app, una di quelle maggiormente usate in questa vicenda, decide di impedire ai suoi utenti di acquistare altre azioni di GameStop. Non solo, poco dopo la stessa app sembra iniziare a vendere forzatamente le azioni dei suoi utenti, al fine di far scendere il prezzo e salvare i grandi speculatori. Ma la forza dei pesci piccoli è il numero: prima i parlamentari americani vengono bombardati di messaggi in cui gli utenti furibondi denunciano il sopruso, poi in più di un milione si riversano sulla pagina dell'app e le assegnano il punteggio più basso, facendola scendere di colpo al fondo delle classifiche (cosa che deve aver davvero allarmato qualcuno ai piani alti, perché Google decide di cancellare oltre centomila recensioni negative) e infine si riuniscono in una class action, un'azione legale di massa contro l'azienda che gestisce l'app. Nel frattempo, i manager dei fondi di investimento si accorgono con sgomento di un altro problema: nel panico hanno venduto più azioni di quelle disponibili sul mercato! In altre parole, se qualcuno dei piccoli non vende a loro le proprie azioni, loro dovranno restituire i soldi che avevano ottenuto dalla vendita allo scoperto, aggravando ancora di più le perdite. Per finire, il tocco di classe: uno di quei manager compare, furente, in un'intervista in TV lamentandosi che è scorretto quello che è successo, che non è giusto e che è una vergogna che questo mercato finanziario non sia regolamentato. Per sua sfortuna, il giornalista non regge e gli ricorda che erano stati proprio loro, i grandi manager speculatori, per decenni, a lavorare per smantellare qualsiasi regolamentazione del mercato finanziario. Perché ora ha cambiato idea? Dopo tutto, queste persone stanno facendo esattamente quello che loro, i grandi speculatori, hanno sempre fatto. Qual è allora il problema? Il problema è che "questa volta ci rimettiamo noi" risponde candidamente il manager, meravigliandosi che il giornalista non capisca che lo scopo del sistema non è mai stato il libero mercato, ma il mantenimento dei loro privilegi.

Sipario.

La vicenda è ancora in corso, vedremo come finirà, ma ormai il precedente si è creato.

Che razza di primati bizzarri, questi esseri umani.