85 KiB
kindle-sync:: bookId:: '58164' title:: Breve storia della filosofia (Italian Edition) author:: Nigel Warburton asin:: B00IT2ZKE2 lastAnnotatedDate:: '2024-06-02' bookImageUrl:: 'https://m.media-amazon.com/images/I/81ZMkH8BXsL._SY160.jpg' highlightsCount:: 366
-
Metadata
- Author: Nigel Warburton
- ASIN: B00IT2ZKE2
- Reference: https://www.amazon.com/dp/B00IT2ZKE2
- Kindle link
-
Highlights
tafano, — location: 46 ^ref-21415
Eutidemo. — location: 51 ^ref-50317
Eutidemo secondo cui ingannare equivale a commettere un atto immorale non è sempre valida. Fino a quel momento, Eutidemo non se n’era reso conto. — location: 55 ^ref-30256
Socrate amava svelare i limiti di ciò che le persone ingenuamente davano per scontato e mettere in discussione i presupposti sui quali basavano la loro vita. — location: 59 ^ref-56480
sofisti. — location: 62 ^ref-18738
I sofisti erano abili docenti che insegnavano ai loro allievi l’arte di tenere discorsi, e in cambio si facevano pagare molto bene. — location: 62 ^ref-36228
Cherofonte — location: 65 ^ref-52529
Delfi. — location: 66 ^ref-15156
‘filosofia’ deriva dall’unione di due parole greche e significa ‘amore per la sapienza’. — location: 72 ^ref-18350
La sapienza in questione si basa sull’argomentazione, il ragionamento e la messa in discussione delle cose, non sul semplice credere vero qualcosa perché qualcuno di importante sostiene che lo sia. — location: 74 ^ref-21051
sapienza non consisteva nel conoscere molte cose o sapere come farne molte altre, ma nel comprendere la vera natura della nostra esistenza e i limiti delle nostre conoscenze. — location: 75 ^ref-24006
filosofica occidentale, la tradizione che proprio da Socrate prese le mosse. — location: 80 ^ref-54878
La conversazione diretta è molto meglio, insisteva. Conversando, siamo in grado di calibrare la discussione sul nostro interlocutore, adattando le nostre parole in modo da rendere l’argomentazione più efficace. — location: 84 ^ref-43902
Platone, — location: 86 ^ref-2338
significativa differenza tra apparenza e realtà. — location: 93 ^ref-65353
solo i filosofi sono in grado di capire veramente la realtà; essi arrivano a conoscerne la natura mediante il pensiero, non affidandosi ai sensi. — location: 94 ^ref-64845
L’uomo che si libera dalle catene è come il filosofo: egli vede al di là delle apparenze. — location: 100 ^ref-56926
teoria platonica delle idee. — location: 103 ^ref-38004
filosofi sono i più adatti a pensare alle idee in questo modo astratto; le persone comuni sono fuorviate dalla realtà per come la percepiscono attraverso i sensi. — location: 110 ^ref-7504
ragione controlla le emozioni e i desideri. — location: 116 ^ref-20483
Così, ogni aspetto della vita deve essere attentamente controllato dall’alto, in quello che oggi definiremmo un regime totalitario. — location: 119 ^ref-17396
quando Socrate aveva settant’anni, un cittadino di nome Meleto lo denunciò, accusandolo di empietà: secondo lui aveva trascurato le divinità di Atene, tentando di introdurne di nuove. — location: 126 ^ref-2497
Venne così condannato a darsi egli stesso la morte bevendo un veleno a base di cicuta, una pianta che paralizza gradualmente il corpo. Socrate dette l’addio a sua moglie e ai suoi tre figli e radunò attorno a sé i suoi allievi. — location: 135 ^ref-40964
«Una rondine non fa primavera»: — location: 145 ^ref-34237
dell’Etica nicomachea — location: 146 ^ref-44499
Socrate era un gran conversatore, Platone un eccellente scrittore, e Aristotele s’interessava di tutto. — location: 155 ^ref-27047
Nato in Macedonia nel 384 a.C., dopo aver studiato con Platone, aver viaggiato e aver lavorato come insegnante privato di Alessandro Magno, Aristotele fondò ad Atene la sua scuola, il Liceo, che divenne uno dei maggiori poli di istruzione dell’Antichità, un po’ come le moderne università. — location: 160 ^ref-6749
Nel famoso dipinto di Raffaello intitolato La Scuola di Atene, Platone è ritratto mentre indica in alto, il mondo delle idee, Aristotele mentre tende la mano in avanti, verso il mondo che lo circonda. — location: 164 ^ref-10472
«Che tipo di vita dobbiamo vivere?» Prima di lui, se l’erano chiesto anche Socrate e Platone. L’urgenza di rispondere è fra le motivazioni principali che spingono le persone verso la filosofia. La risposta di Aristotele può essere riassunta così: «Ricercando la felicità». — location: 169 ^ref-13139
La parola usata da Aristotele è eudaimonia, spesso tradotta, più che con ‘felicità’, con ‘serenità’ o ‘successo’. — location: 175 ^ref-58934
È un concetto difficile da afferrare perché siamo troppo abituati a pensare che la felicità sia una sensazione e nulla di più. — location: 178 ^ref-62271
Aristotele conclude che la vita migliore per un essere umano è quella in cui usa al massimo grado la ragione. — location: 184 ^ref-44014
«Cosa dobbiamo fare per aumentare le nostra probabilità di eudaimonia?» Ecco la risposta di Aristotele: «Realizzare la nostra essenza». — location: 194 ^ref-53459
modelli giusti di comportamento sono virtù; quelli cattivi, vizio. — location: 197 ^ref-64304
È la teoria aristotelica nota come del giusto mezzo. — location: 203 ^ref-64605
dovremmo cercare di essere persone migliori e di fare la cosa giusta. Questo significa vivere bene. — location: 206 ^ref-35731
gli esseri umani sono animali politici, sosteneva; noi abbiamo bisogno di vivere con gli altri, e per questo è necessario che vi sia un sistema giudiziario che tenga a bada la parte oscura della nostra natura. L’eudaimonia può essere conseguita solo nella vita di relazione, all’interno di una società. — location: 208 ^ref-19834
Questo è ciò che in ambito filosofico si definisce ‘principio di autorità’: ritenere che una cosa debba essere vera perché proviene da un’‘autorità’ importante. — location: 215 ^ref-23252
Credere acriticamente all’autorità di qualcuno è un atteggiamento contrario in primo luogo allo spirito stesso della ricerca di Aristotele, oltre che allo spirito della filosofia in generale. — location: 222 ^ref-40367
La filosofia si alimenta con il dibattito, con la possibilità di sbagliare, con i pensieri controcorrente e l’apertura verso idee alternative. — location: 224 ^ref-48259
Non dovremmo fare affidamento su ciò che crediamo vero, perché potremmo sbagliarci. Qualsiasi cosa può essere messa in questione, di qualsiasi cosa bisogna dubitare. — location: 229 ^ref-48273
Scetticismo, una filosofia che riscosse successo per diversi secoli in antica Grecia e a Roma. — location: 231 ^ref-11721
Pirrone (circa 365-275 a.C.) fu il rappresentante più famoso e probabilmente più estremista tra gli scettici di tutti i tempi. — location: 233 ^ref-30422
Come — location: 236 ^ref-7333
Socrate, quando insisteva nel sostenere che l’unica cosa che sapeva era di non sapere. Ma Pirrone si spingeva molto oltre, forse un po’ troppo. — location: 238 ^ref-31701
Dato che i sensi ci ingannano spesso e volentieri, Pirrone decise di non crederci mai. — location: 250 ^ref-56160
Pirrone metteva in pratica la sua filosofia di indifferenza totale sottoponendovi l’intero ventaglio delle naturali emozioni e dei normali comportamenti degli esseri umani. — location: 260 ^ref-19791
Spesso le apparenze ingannano: non v’era certezza che quanto stava accadendo potesse procurargli dei danni. — location: 265 ^ref-50428
Se non c’è modo di scoprire la verità, non c’è ragione di agitarsi. — location: 273 ^ref-49467
Dare troppe cose per scontate è come costruire una casa sulla sabbia. — location: 277 ^ref-59518
Come stanno realmente le cose? Come dobbiamo rapportarci con esse? — location: 279 ^ref-59805
Cosa succede a chi adotta questo atteggiamento? — location: 280 ^ref-63406
Nessuno conoscerà mai la vera natura delle cose, perché questo sapere non è alla portata degli esseri umani. Meglio lasciar perdere. Questa concezione è esattamente all’opposto di quella platonica delle idee e della possibilità, per i filosofi, di giungere alla loro conoscenza tramite il pensiero astratto — location: 282 ^ref-50338
Non potendo sapere nulla per certo, dovremmo sospendere qualsiasi giudizio e vivere la nostra vita nell’indifferenza. — location: 285 ^ref-21286
L’infelicità nasce proprio dal non riuscire a ottenere ciò che si desidera, ma noi non possiamo essere certi che una cosa sia meglio di un’altra. — location: 286 ^ref-1372
scettici pirroniani da se stessi, — location: 294 ^ref-17795
Mettere in pratica lo Scetticismo pirroniano è quindi una cosa priva di senso. — location: 300 ^ref-4406
Scetticismo di Pirrone, — location: 302 ^ref-23783
Dogmatico è uno profondamente convinto di conoscere la verità; i filosofi sfidano i dogmi, chiedono alla gente perché crede in questo o in quello, e che prove ha per crederci. — location: 307 ^ref-41691
essere pronti a fare domande scomode e a riflettere criticamente sulle risposte che si ricevono. — location: 311 ^ref-7416
Una delle preoccupazioni più diffuse riguarda il fatto che siamo destinati a morire. Un altro filosofo greco, Epicuro, dette suggerimenti molto interessanti su come affrontarla. — location: 313 ^ref-49308
Il filosofo greco Epicuro (341-271 a.C.) sosteneva che aver paura della morte fosse una perdita di tempo basata su una logica errata, uno stato mentale che doveva essere superato. — location: 325 ^ref-25077
Epicuro riteneva che la filosofia dovesse essere pratica, servire a cambiare il nostro modo di vivere. — location: 334 ^ref-14061
Per Epicuro la chiave della vita stava nel riconoscere che tutti ricerchiamo il piacere. — location: 336 ^ref-8119
Non è bene provare disperatamente il desiderio di possedere una casa lussuosa se non si avrà mai abbastanza denaro per acquistarla, o lavorare tutta una vita per avere qualcosa che non sarà mai alla nostra portata. — location: 339 ^ref-3890
se si desiderano cose semplici, sarà più semplice ottenerle, e ci rimarranno il tempo e l’energia per goderci le cose davvero importanti. Era questa la ricetta epicurea della felicità, ed è una ricetta sicuramente valida. — location: 341 ^ref-28126
Un «epicureo» è chi ama mangiare cibi raffinati e concedersi lussi e piaceri sensuali. — location: 348 ^ref-26320
Epicuro aveva gusti molto più semplici: insegnava la moderazione, perché abbandonarsi al piacere sfrenato non fa altro che creare ulteriore desiderio e generare un senso di angoscia derivante dall’impossibilità di soddisfarlo. — location: 348 ^ref-8121
Se inizi a bere vini costosi, finirai per volerne bere di sempre più costosi, e rimarrai intrappolato nella tua brama di cose che non potrai mai avere. — location: 351 ^ref-22819
gli epicurei trascorressero la maggior parte del tempo mangiando, bevendo e facendo sesso tra loro, in una specie di orgia continua; da qui nasce il significato moderno della parola «epicureo». — location: 352 ^ref-54894
Di alcuni rotoli si sono conservati dei frammenti, rimasti sepolti a Ercolano sotto le ceneri del Vesuvio durante la spaventosa eruzione — location: 358 ^ref-36471
Un’altra importante fonte di informazioni sull’insegnamento di Epicuro è il lungo poema De rerum natura del poeta e filosofo romano Tito Lucrezio Caro: — location: 359 ^ref-48729
Epicuro pensava che noi siamo costituiti da atomi (ciò che intendeva con quel termine è però leggermente diverso da ciò che intendono gli scienziati moderni). Con la morte questi atomi si disgregano, e noi smettiamo di esistere come individui dotati di coscienza. — location: 368 ^ref-38976
la catena dell’identità si è interrotta per sempre. — location: 372 ^ref-9907
Non c’ero; sono stato; non sono; non mi riguarda. — location: 384 ^ref-45381
Se crediamo di essere fatti di sostanza esclusivamente materiale, composti di materia, e che non vi sia il rischio di punizioni dopo la morte, il pensiero di Epicuro riesce a convincerci che dalla morte non dobbiamo temere nulla. — location: 385 ^ref-5674
Imparare a non preoccuparsi — location: 394 ^ref-51319
stoici. — location: 401 ^ref-57531
Il nome ‘stoici’ deriva da Stoà, il portico ateniese ornato di affreschi dove questi filosofi erano soliti incontrarsi. Uno dei primi fu Zenone di Cizio (336-263 a.C.). — location: 401 ^ref-19194
La loro idea di partenza era che dobbiamo preoccuparci solo di ciò che possiamo cambiare; del resto non dovremmo neppure interessarci. — location: 404 ^ref-9417
gli stoici invece ritenevano che il modo in cui ci si sente in una situazione o di fronte a un evento sia una questione di scelta. — location: 409 ^ref-34360
Le emozioni annebbiano l’intelletto e distorcono la capacità di giudicare. Perciò non andrebbero solo controllate, ma, quando possibile, eliminate del tutto. — location: 411 ^ref-38993
Epitteto (50-125 d.C.), uno degli esponenti più conosciuti del tardo Stoicismo, era stato uno schiavo. — location: 412 ^ref-60419
«I nostri pensieri dipendono da noi». — location: 416 ^ref-56313
Questa filosofia della resistenza nacque in Grecia, ma fu a Roma che conobbe il maggiore sviluppo. Due autori di prima grandezza che contribuirono alla sua diffusione furono Marco Tullio Cicerone (106-43 a.C.) e Lucio Anneo Seneca (4 a.C.-65 d.C.). — location: 421 ^ref-37421
brevità della vita e l’ineluttabilità della vecchiaia. — location: 423 ^ref-35058
nel breve lasso di tempo che ci è concesso ognuno di noi debba fare del proprio meglio. — location: 425 ^ref-8811
Cicerone in effetti si dava parecchio da fare: oltre che filosofo era avvocato e politico. — location: 425 ^ref-41201
(La vecchiaia) individuava quattro problemi connessi all’invecchiamento: lavorare è più faticoso, il corpo s’indebolisce, si perde la capacità di godere dei piaceri materiali e la morte si avvicina. — location: 426 ^ref-44391
Seneca, altro grande divulgatore del pensiero stoico, si pone lungo questa stessa scia. — location: 434 ^ref-9330
farle. Per dirla con il greco Ippocrate, «La vita è breve, l’arte è lunga». — location: 436 ^ref-53052
Seneca non era d’accordo su questo. Sempre impegnatissimo, come Cicerone, trovava il tempo per fare il drammaturgo, il politico e l’uomo d’affari di successo, oltre a scrivere di filosofia. — location: 439 ^ref-61562
Il problema, per come lo vedeva lui, non era quanto breve sia la vita, ma quanto male la impieghiamo. — location: 440 ^ref-47120
Non dobbiamo arrabbiarci per la sua brevità, ma adoperarci per viverla al meglio. — location: 442 ^ref-23472
Certe persone cercano la ricchezza con tanta energia da non riuscire a fare altro; altre cadono nel tranello di sprecare tutto il loro tempo libero bevendo e facendo sesso. — location: 444 ^ref-7538
Non si può dire che uno che sale su una barca a vela e si lascia portare dai venti stia facendo un viaggio: diremmo piuttosto che si fa sballottare qua e là. Nella vita è lo stesso. Lasciarsi trasportare dagli eventi senza controllo, senza trovare il tempo per esperienze sensate e meritevoli di essere vissute, è molto diverso dal vivere. — location: 448 ^ref-46166
modo più proficuo per vivere, sosteneva Seneca — location: 456 ^ref-13960
La vita dette a Seneca molte opportunità per mettere in pratica ciò che predicava. Nel 41 d.C., ad esempio, venne accusato di avere una relazione con la sorella di Caligola. Non è chiaro se fosse vero o meno, ma il risultato fu che venne esiliato in Corsica per otto anni. — location: 457 ^ref-11346
La condizione di indifferenza caldeggiata dagli stoici riduce l’infelicità provocata dagli eventi che non possiamo controllare, ma il prezzo da pagare è che ci trasformiamo in persone fredde, senza cuore, forse meno umane. — location: 465 ^ref-9210
Agostino (354-430) voleva disperatamente conoscere la verità. Cristiano, credeva in Dio. Ma la sua fede lasciava senza risposta alcune domande. Cosa voleva Dio da lui? Come doveva comportarsi? In cosa doveva credere? Egli trascorse gran parte della vita pensando e scrivendo di questi argomenti. — location: 472 ^ref-29498
Durante il Medioevo – grosso modo dal Quinto al Quindicesimo secolo – filosofia e religione procedettero strettamente legate tra loro. — location: 477 ^ref-12490
Agostino, che in seguito fu fatto santo, è tra i più eminenti. Nacque a Tagaste, nell’odierna Algeria, che al tempo faceva parte dell’Impero romano. Il suo nome completo era Aurelio Agostino o Agostino d’Ippona (dalla città dove a un certo punto si trasferì e visse). — location: 480 ^ref-62961
Molto prima che Agostino toccasse questo argomento, il filosofo greco Epicuro (vedi il capitolo 4) aveva già riconosciuto l’esistenza del problema. — location: 491 ^ref-35954
Il Manicheismo era una religione originaria della Persia, l’odierno Iran. I manichei credevano che Dio non fosse onnipotente, ma che fosse continuamente in atto una lotta tra le forze equivalenti del bene e del male. Dio e Satana erano coinvolti in un conflitto permanente per la supremazia. — location: 506 ^ref-7631
Agostino finì per rigettare la visione manichea. Non riusciva a capire perché la lotta tra il bene e il male dovesse durare in eterno. Perché Dio non vinceva? — location: 516 ^ref-47530
Perché al mondo ce n’era così tanto? Non era facile rispondere. Agostino ci rifletté a lungo e intensamente. La soluzione che trovò si basava sull’esistenza del libero arbitrio, cioè la facoltà umana di scegliere le proprie azioni. — location: 520 ^ref-20087
Come Platone, Agostino pensava che il nostro lato razionale dovesse tenere sotto controllo le passioni. — location: 529 ^ref-57361
l’idea che il male sia prodotto dalla nostra libera scelta e non addebitabile a Dio appare tuttora convincente a molti credenti, — location: 542 ^ref-12741
Anicio Manlio Severino Boezio — location: 549 ^ref-62289
Era un filosofo cristiano, e questo lo rese un punto di riferimento per i religiosi ferventi che ne lessero le opere durante il Medioevo. — location: 554 ^ref-46260
Il libro, scritto parte in versi e parte in prosa, prosegue con la loro conversazione, incentrata sui temi del destino e di Dio. — location: 569 ^ref-2985
La ruota della Fortuna gira, e se in un dato momento ti capita di essere in cima, il momento dopo ti troverai nel punto più basso. Basta un giorno perché un ricco sovrano precipiti in miseria. — location: 571 ^ref-48857
La vera felicità può venire solo da noi stessi, da ciò che possiamo padroneggiare, non da ciò che la fortuna può distruggere. — location: 574 ^ref-18849
La felicità è uno stato mentale, non qualcosa di oggettivo: un’idea che Epitteto avrebbe riconosciuto come sua. — location: 577 ^ref-64987
Il messaggio è che ricchezza, potere e onori non hanno valore, perché possono andare e venire. Non bisogna costruire la felicità su fondamenta tanto fragili. — location: 580 ^ref-23028
Poiché Boezio era convinto che avrebbe continuato a vivere oltre la morte, ha sbagliato a cercare la felicità nelle cose bassamente materiali: morendo, le avrebbe perdute in ogni caso. — location: 581 ^ref-52388
Se non possiamo scegliere come comportarci, come può Dio decidere se andremo in paradiso o all’inferno? — location: 605 ^ref-19430
Si tratta di una questione sconcertante, del tipo che i filosofi chiamano paradosso. Qualcuno sa in anticipo cosa farò, — location: 606 ^ref-60421
il fatto che abbiamo un’idea di Dio dimostra la sua esistenza. — location: 626 ^ref-9533
Quindi, è la conclusione di Anselmo, Dio deve esistere: è la logica conseguenza della definizione di Dio. — location: 633 ^ref-16436
argomento a priori, cioè che non si fonda sull’osservazione della realtà per giungere alle conclusioni. Un argomento logico che, partendo da una considerazione incontestabile, sembra dimostrare che Dio esiste. — location: 635 ^ref-63961
Immaginiamo che da qualche parte nell’oceano ci sia un’isola che nessuno può raggiungere. — location: 646 ^ref-59278
Cioè: noi abbiamo un’idea di quest’isola, ma non sarebbe l’isola più perfetta di tutte se esistesse solo nella nostra mente. Quindi, quest’isola deve esistere realmente. — location: 650 ^ref-34635
Anselmo rispose che l’argomento valeva solo per Dio e non per le isole, perché qualsiasi altra cosa può essere solo la più perfetta nel suo genere, mentre Dio è la perfezione assoluta, l’essere più perfetto di tutti. — location: 658 ^ref-59652
Summa Theologiae, un altro santo nato in Italia, Tommaso d’Aquino (1225-1274), — location: 661 ^ref-36429
cinque vie per dimostrare l’esistenza di Dio, che divennero la parte più famosa di tutta l’opera. — location: 662 ^ref-44062
Da dove viene tutto questo? La risposta, semplice, è che qualsiasi cosa ha una causa che l’ha generata e le ha dato la forma che ha. — location: 665 ^ref-15205
Se così fosse, ciò significherebbe che non è mai esistita una causa prima: — location: 669 ^ref-3830
Dio è la causa prima di tutte le cose. — location: 673 ^ref-5972
anche se si può essere d’accordo con Tommaso sulla necessità di una causa prima da cui si è originato tutto, non c’è ragione di credere che questa sia Dio. — location: 674 ^ref-33141
Potrebbe essere stata una forma di energia, più che un Dio con caratteristiche di persona. — location: 677 ^ref-28444
Niccolò Machiavelli (1469-1527) non sarebbe stato d’accordo: meglio sembrare buoni e onesti, che esserlo. A volte, sosteneva, è meglio mentire, rompere i patti e far uccidere i propri nemici. — location: 692 ^ref-44621
Il Principe, sia famosissima fin dai tempi della pubblicazione, nel 1532. — location: 695 ^ref-47844
Oltre al Principe, scrisse molti altri trattati di politica e divenne pure un drammaturgo di successo: la sua Mandragola viene messa in scena ancora oggi. — location: 712 ^ref-64770
Machiavelli riteneva che il successo di una persona dipendesse in gran misura dalla buona sorte. Metà di ciò che ci accade è un prodotto della sorte, e l’altra metà delle nostre scelte. — location: 715 ^ref-7454
In altre parole, un leader ben preparato e capace di cogliere il momento opportuno per agire ha maggiori probabilità di far bene di uno che non lo è. Machiavelli teneva molto che la sua filosofia restasse radicata nella realtà. — location: 719 ^ref-464
Machiavelli insiste nel sostenere che per un leader è meglio essere temuto piuttosto che amato. — location: 739 ^ref-29368
Mentre altri filosofi insistevano sul fatto che i leader dovessero contare sulle proprie qualità umane, Machiavelli pensava che in certi momenti il leader di successo dovesse comportarsi come un animale; gli animali da cui prendere esempio erano la volpe e il leone. La prima è astuta e sa individuare le trappole, il secondo è straordinariamente forte e incute paura. — location: 746 ^ref-15199
un leader dev’essere bravo a dare a vedere di essere onesto e gentile, mentre sotto sotto si fa beffe dei patti e commette crudeltà. — location: 751 ^ref-4270
Thomas Hobbes, e che sta alla base dell’intera concezione di questo filosofo a proposito dei fondamenti e della struttura della società. — location: 766 ^ref-35635
Thomas Hobbes (1588-1679) — location: 770 ^ref-30833
massimi pensatori politici d’Inghilterra. Quello che quasi nessuno sa di lui è che fu anche un pioniere del fitness: — location: 771 ^ref-33457
Il risultato fu che visse fino a novantun anni, una vera eccezione per il Sedicesimo secolo, quando l’aspettativa media di vita era di trentacinque. — location: 776 ^ref-41302
Hobbes, come Machiavelli, aveva una visione pessimistica del genere umano. Siamo tutti fondamentalmente egoisti, preda della paura della morte e della ricerca del guadagno, — location: 777 ^ref-29876
Hobbes non era d’accordo. Pensava che in fondo lo siamo proprio tutti e che a metterci dei limiti sono solo le regole fissate dalle leggi e la paura della punizione. — location: 781 ^ref-24748
Hobbes fa di questa prospettiva, la vita al di fuori delle regole della società è «solitaria, misera, cattiva, rozza e breve». — location: 786 ^ref-16339
Leviatano, l’opera più importante di Hobbes, spiega dettagliatamente i passaggi necessari per giungere, partendo dallo stato di natura, a una società sicura e a una vita sostenibile. — location: 803 ^ref-5127
La paura della morte spinge gli individui a coalizzarsi formando una società. Per Hobbes, essi rinunciano di buon grado alla libertà in cambio del contratto sociale che li vincola gli uni agli altri e al patto che attribuisce al sovrano il potere di imporre loro l’osservanza delle leggi. Preferiscono sottomettersi a un’autorità forte, piuttosto che combattere tra loro. — location: 810 ^ref-64077
Lo stato che descrive è quello che oggi definiremmo uno stato autoritario, in cui i governanti hanno un potere praticamente illimitato sui cittadini. — location: 827 ^ref-37106
Hobbes non credeva nella democrazia; non credeva nella capacità della gente di prendere decisioni per conto proprio. — location: 830 ^ref-40484
Hobbes era noto anche per il suo materialismo e per il rifiuto di credere nell’esistenza dell’anima. — location: 832 ^ref-10850
René Descartes — location: 238 ^ref-4245
‘falsi risvegli’, — location: 840 ^ref-11198
Descartes. Era un insigne matematico, noto soprattutto per l’invenzione degli ‘assi cartesiani’, — location: 842 ^ref-23634
Pirrone — location: 849 ^ref-8706
metodo del dubbio cartesiano. — location: 851 ^ref-56819
non accettare per vero nulla, se vi è anche la minima possibilità che non lo sia. — location: 851 ^ref-21520
«Sono sveglio e sto leggendo questo libro», — location: 857 ^ref-37721
Mentre quelli volevano dimostrare che non si può sapere nulla per certo, lo scopo di Descartes era individuare qualcosa che fosse immune da qualsiasi forma, anche la più estrema, di Scetticismo. — location: 862 ^ref-15325
Ne consegue che applicando il metodo del dubbio cartesiano dovete ricusare il pensiero «sono sveglio e sto leggendo questo libro», in quanto non completamente sicuro. — location: 878 ^ref-17016
Egli spinge il dubbio fin dove è possibile, — location: 881 ^ref-10413
La conclusione di Descartes fu: «Penso, dunque sono» (in — location: 897 ^ref-65456
Nel momento in cui iniziate a dubitare della vostra esistenza, il fatto stesso di dubitare è la prova della vostra esistenza come ‘cosa pensante’. — location: 900 ^ref-8308
dualismo cartesiano, ossia dell’idea secondo la quale la mente è separata dal corpo e interagisce con esso. — location: 903 ^ref-13068
la mente e il corpo. — location: 904 ^ref-19959
ghiandola pineale. — location: 907 ^ref-11993
Molti credenti sperano che la mente o anima sopravviverà dopo la morte del corpo. — location: 912 ^ref-14347
Alcuni filosofi, tuttavia, pensano che si tratti di un’illusione, e che il genio maligno potrebbe ingannarci a proposito dell’esistenza di Dio altrettanto bene quanto farebbe a proposito del 2+3=5. — location: 921 ^ref-64682
Blaise Pascal affrontò la domanda sul perché dovremmo credere in Dio con un approccio completamente diverso. — location: 926 ^ref-62615
Come Agostino (vedi il capitolo 6), pensava che gli esseri umani fossero spinti dal desiderio sessuale, inaffidabili e facili prede della noia. — location: 937 ^ref-43517
La Pascalina (questo il nome della macchina) aveva le dimensioni di una scatola da scarpe e, anche se era un po’ macchinosa, funzionava alla perfezione. — location: 951 ^ref-1930
Giansenismo. — location: 956 ^ref-15055
predestinazione, — location: 956 ^ref-25478
non possediamo il libero arbitrio e solo poche persone sono state prescelte da Dio per andare in paradiso. — location: 957 ^ref-36435
Trascorse gli ultimi anni di vita come un monaco, continuando a scrivere nonostante le sofferenze provocategli dalla malattia che lo avrebbe condotto alla morte. — location: 959 ^ref-3429
Pascal la pensava diversamente: per lui credere in Dio aveva a che fare con il cuore e con la fede. — location: 961 ^ref-47386
come «la scommessa di Pascal» ed — location: 965 ^ref-24541
Se siete dei giocatori razionali e non semplicemente delle vittime del vizio del gioco, allora vorrete massimizzare le probabilità di vincita e contemporaneamente minimizzare il più possibile le perdite. Gli — location: 966 ^ref-65286
suggerisce Pascal, possiamo scegliere di vivere come se fossimo certi dell’esistenza di Dio: pregare, frequentare la chiesa, leggere la Bibbia. Se poi risulta che Dio esiste, vinciamo il premio più ambito: la possibilità concreta di raggiungere la beatitudine eterna. Se invece ci saremo sbagliati, non avremo fatto un sacrificio sostanziale (si presume che, dopo morti, non saremo lì a constatare che avevamo torto e a dispiacerci per aver sprecato tempo ed energie). Come scrisse Pascal, «Se vincete, vincete tutto; se perdete, non perdete nulla». — location: 975 ^ref-33298
C’è anche una terza possibilità: quella di rimanere indecisi sull’esistenza o meno di Dio. Dal punto di vista di Pascal, questo atteggiamento porta al medesimo risultato della scelta di credere che non esista: si rischia l’inferno o quantomeno di non andare in paradiso. — location: 984 ^ref-41367
Pascal aveva la risposta. Una volta che ci siamo convinti che credere di Dio è nel nostro interesse, dobbiamo trovare il modo per convincerci che Dio esiste, e per credere in lui. — location: 994 ^ref-2553
Baruch Spinoza aveva una concezione assai diversa della divinità, al punto da far pensare che in realtà, sotto sotto, fosse ateo. — location: 1008 ^ref-32871
Baruch Spinoza (1632-1677), — location: 1012 ^ref-8716
Quest’idea, secondo cui Dio è tutte le cose, è detta panteismo. — location: 1014 ^ref-35697
Spinoza nacque ad Amsterdam, figlio di un ebreo portoghese. — location: 1015 ^ref-31466
nel 1656, all’età di 24 anni, Spinoza venne scomunicato e maledetto dai rabbini della sua sinagoga, — location: 1017 ^ref-8549
i filosofi di solito ammirano della geometria è il modo in cui, a partire da affermazioni universalmente condivise e attraverso precisi passaggi logici, giunge a conclusioni sorprendenti. — location: 1021 ^ref-62248
‘QED’, cioè quod erat demonstrandum, la frase latina che significa ‘cosa che si doveva dimostrare’ e che appariva nei trattati di geometria. Era convinto che vi fosse una struttura logica sottostante il mondo e il nostro — location: 1028 ^ref-49104
Coloro che credono nelle religioni tradizionali sostengono che Dio ama gli uomini e ascolta le preghiere che essi gli rivolgono. Questa è una forma di antropomorfismo: si proiettano caratteristiche umane, come la compassione, in un essere non — location: 1046 ^ref-60756
che il suo panteismo fosse una copertura; così venne accusato di ateismo e di essere contrario alla — location: 1051 ^ref-31435
determinista, credeva cioè che qualsiasi azione umana fosse il prodotto di una causa. Un sasso scagliato in aria, se potesse dotarsi di una coscienza di sé come quella — location: 1056 ^ref-20604
Il libero arbitrio è un’illusione; le azioni spontanee non esistono. — location: 1060 ^ref-11863
Per Spinoza i nostri stati d’animo dovrebbero essere frutto di una scelta, non il prodotto di eventi esterni. Anche se la nostra scelta non sarà mai completamente libera, è sempre meglio essere soggetti attivi che passivi. — location: 1066 ^ref-7940
Albert Einstein che, se non arrivò a credere in un dio personificato, rivelò in una lettera di credere nel Dio di Spinoza. — location: 1071 ^ref-43094
Quello di Spinoza era un Dio impersonale e privo di caratteristiche umane, e quindi non avrebbe punito nessuno per i suoi peccati. John Locke, che nacque lo stesso anno di Spinoza, la pensava in modo molto diverso. La sua indagine sulla natura dell’Io fu influenzata anche dalla sua preoccupazione su cosa potrebbe accadere il giorno del Giudizio. — location: 1072 ^ref-38545
In genere diventiamo rugosi, i nostri capelli ingrigiscono o cadono, cambiamo opinioni, amici, gusti nell’abbigliamento, priorità. — location: 1080 ^ref-54320
La domanda su cosa mantenga una persona la stessa nel corso del tempo è fra quelle che dettero da pensare al filosofo inglese John Locke (1632-1704). — location: 1082 ^ref-8774
Una delle sue convinzioni era che la mente di un neonato fosse come una lavagna vuota. Quando nasciamo non sappiamo nulla, tutte le nostre conoscenze provengono dall’esperienza. Crescendo, il bambino Locke divenne un giovane filosofo, acquisì nozioni di tutti i tipi e divenne la persona alla quale pensiamo oggi come John Locke. — location: 1089 ^ref-26770
Ma per Locke essere lo stesso ‘uomo’ era molto diverso dall’essere la stessa persona. — location: 1103 ^ref-6819
stessa persona nel corso del tempo è la nostra coscienza, la consapevolezza del nostro io. — location: 1105 ^ref-3975
questioni dell’identità individuale avevano strettamente a che fare con la responsabilità morale. — location: 1117 ^ref-27075
dovrebbero considerarlo responsabile solo per i fatti che riesce a ricordare, — location: 1122 ^ref-18187
ricordo del sé come fondamento dell’identità individuale. — location: 1134 ^ref-6234
Il risultato è assurdo: il vecchio soldato è la stessa persona del giovane ufficiale coraggioso, e il giovane ufficiale coraggioso è la stessa persona del bambino; ma allo stesso tempo il vecchio soldato e il bambino non sono la stessa persona. — location: 1141 ^ref-8409
ciò che cessa di essere osservato smette anche di esistere. — location: 1159 ^ref-56032
Non c’è alcuna realtà vera al di là delle idee che abbiamo di essa. — location: 1171 ^ref-60693
relazione tra apparenza e realtà. — location: 1174 ^ref-25965
Il mondo è fatto della totalità delle nostre esperienze, e nulla di più. In altre parole, il mondo, e qualsiasi cosa esso comprende, esistono solo nella mente delle persone. — location: 1196 ^ref-14647
Se non c’è nessuno a vederli o sentirli, gli oggetti cessano semplicemente di esistere, perché al di fuori delle idee che noi (e Dio) abbiamo di essi, non sono nulla. — location: 1199 ^ref-40984
esse est percipi, cioè ‘essere equivale a essere percepito’. — location: 1201 ^ref-29837
Gottfried Leibniz (1646-1716) elaborò il concetto di Principio di ragion sufficiente per giungere alle medesime conclusioni. — location: 1242 ^ref-50130
«Odio quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo», — location: 1254 ^ref-64523
formulazione assai efficace del concetto secondo il quale anche le opinioni di chi non la pensa come noi sono degne di rispetto. — location: 1254 ^ref-39443
Nel 1755 si verificò una delle peggiori catastrofi naturali del Diciottesimo secolo: un terremoto colpì Lisbona, uccidendo più di ventimila persone. La città venne devastata dal sisma, dal concomitante maremoto e da un incendio che durò giorni e giorni. — location: 1276 ^ref-3342
‘coltivare il nostro giardino’ Voltaire intendeva metaforicamente «fare qualcosa di utile per l’umanità invece di limitarsi a disquisire di questioni filosofiche astratte». — location: 1296 ^ref-47805
Da giovane aveva fatto parte di un gruppo di persone che aveva scoperto un difetto nella lotteria di stato e aveva acquistato migliaia di biglietti vincenti; — location: 1299 ^ref-45935
‘prova teleologica’, dal greco telos, cioè ‘volontà’: una volontà che deve per forza essere all’origine di un universo tanto complesso e organizzato fin nei minimi particolari. — location: 1326 ^ref-992
dato Epicuro (vedi il capitolo 4): non era più preoccupato di ciò che sarebbe accaduto dopo la sua morte di quanto lo fosse di ciò che era accaduto prima della sua nascita. — location: 1388 ^ref-7591
il grande pensatore e scrittore svizzero Jean-Jacques Rousseau (1712-1778). — location: 1398 ^ref-1917
«L’uomo è nato libero e invece ovunque è in catene» — location: 1403 ^ref-14727
I risultati della vita nelle città sono l’avidità e l’invidia reciproca. Nello stato di natura i solitari uomini selvaggi sarebbero sani, forti e soprattutto liberi; la — location: 1413 ^ref-15335
Non è facile pensare come sia possibile rimanere liberi vivendo in mezzo a una moltitudine di persone; devono esserci per forza delle leggi in grado di controllare tutti, e delle limitazioni nei comportamenti consentiti. — location: 1424 ^ref-39226
Queste leggi devono essere create da un legislatore intelligente, capace di realizzare un sistema legislativo in cui gli individui sono incentivati a rimanere in sintonia con la volontà generale, invece di perseguire i propri interessi personali a spese altrui. — location: 1438 ^ref-5610
Obbligare qualcuno a fare qualcosa è l’esatto opposto di permettergli di scegliere liberamente. — location: 1448 ^ref-6810
Il filtro è il nostro intelletto. Esso determina il modo in cui facciamo esperienza di tutte le cose e dà a quell’esperienza una determinata forma. — location: 1463 ^ref-45025
secondo Kant queste caratteristiche – tempo, spazio, relazione di causa ed effetto – non appartengono alla realtà in sé: sono un’aggiunta del nostro intelletto. — location: 1465 ^ref-38014
Non possiamo liberarci di quel filtro; se ne fossimo privi, saremmo totalmente incapaci di fare qualsiasi esperienza. — location: 1467 ^ref-63202
Come molti filosofi, dedicò la propria vita a cercare di capire il nostro rapporto con la realtà. — location: 1473 ^ref-23679
limiti della nostra conoscenza; — location: 1475 ^ref-51194
Critica della ragion pura (1781), — location: 1476 ^ref-15345
Com’è la realtà? Kant pensava che non possiamo mai avere un quadro completo di come stanno le cose. Non conosceremo mai direttamente quello che chiama il mondo dei noumeni (Kant riprende il termine platonico derivato dal verbo greco ‘pensare’), delle cose come sono in sé, dietro le apparenze. — location: 1480 ^ref-56874
mondo fenomenico, quello di cui facciamo esperienza attraverso i nostri sensi. — location: 1484 ^ref-62325
«Come sono possibili i giudizi sintetici a priori?» — location: 1490 ^ref-53871
i giudizi analitici non sono altro che pure definizioni; — location: 1498 ^ref-32268
Abbiamo visto che una conoscenza a priori è una conoscenza indipendente dall’esperienza. — location: 1508 ^ref-42997
fosse possibile una conoscenza che svela verità sul mondo indipendentemente dall’esperienza. — location: 1513 ^ref-29468
La grande intuizione di Kant fu che noi possiamo, grazie alla ragione, scoprire le caratteristiche della nostra mente che ‘colorano’ l’intera nostra esperienza. — location: 1520 ^ref-428
Il vostro coinvolgimento emotivo non conta per fare della vostra azione un’azione moralmente rilevante; dipende dalla vostra sensibilità, quindi non ha niente a che fare con il giusto e l’ingiusto. — location: 1532 ^ref-25872
Coloro che fanno la cosa giusta non la fanno solo perché mossi dai propri sentimenti: la loro decisione deve essere basata sulla ragione, quella ragione che ci dice cos’è nostro dovere fare e non fare, indipendentemente da cosa proviamo. — location: 1534 ^ref-38592
è la cosa giusta da fare perché è ciò che chiunque dovrebbe fare se si trovasse in quella situazione. — location: 1540 ^ref-14040
Cosa rende buono il buon samaritano? Secondo Kant, se avesse prestato soccorso al bisognoso pensando che farlo lo avrebbe aiutato ad andare in paradiso, la sua non sarebbe stata un’azione buona, perché equivaleva a trattare l’uomo alla stregua di un mezzo per ottenere qualcosa. — location: 1548 ^ref-842
Probabilmente le avete salvato la vita. Avete compiuto un’azione moralmente giusta. Kant non è d’accordo. Secondo lui non avreste dovuto mentire; non bisognerebbe farlo mai, neppure per proteggere un’amica da un sospetto assassino. Si tratta comunque di un’azione moralmente sbagliata. — location: 1561 ^ref-47470
Questo esempio, che lo stesso Kant usò, mostra quanto estrema fosse la sua posizione. Non ammetteva eccezioni al dire la verità o all’adempimento del dovere morale. Tutti abbiamo il dovere assoluto di dire la verità o, come lo chiamava Kant, un imperativo categorico a farlo. — location: 1566 ^ref-6615
imperativi categorici sono diversi dagli imperativi ipotetici; questi ultimi recitano: «Se vuoi x, allora fa’ y». «Se vuoi evitare la prigione, non rubare» è un esempio di imperativo ipotetico. Gli imperativi categorici sono differenti: impartiscono degli ordini. In questo caso l’imperativo categorico sarebbe «Non rubare!», — location: 1568 ^ref-47919
Questo profondo rispetto nei confronti della dignità e del valore degli individui è la base della moderna dottrina dei diritti umani, ed è il grande contributo di Kant alla filosofia morale. — location: 1580 ^ref-48445
Magari agite così perché ritenete che sia utile per gli affari e che la gente continuerà a venire volentieri a comprare da voi. Se è questa l’unica ragione, il vostro è un modo per usare la gente ai vostri scopi. Non si può sostenere razionalmente che tutti trattino gli altri come fate voi, quindi, nella prospettiva proposta da Kant, il vostro non è un comportamento morale. — location: 1583 ^ref-1443
Ingannare il prossimo è un modo per usarlo per i propri scopi; — location: 1587 ^ref-38650
Se tutti ingannassero tutti, non potrebbe esistere alcuna forma di fiducia reciproca e nessuno crederebbe più a nessuno. — location: 1588 ^ref-15381
Per Kant i sentimenti confondono, rendendo più difficile capire se una persona stia compiendo l’azione giusta o se lo stia facendo solo apparentemente. — location: 1599 ^ref-32531
Kant sosteneva che certe azioni sono sbagliate indipendentemente dalle loro conseguenze, — location: 1603 ^ref-26303
La felicità è piacere e assenza di dolore. — location: 1622 ^ref-6687
Felicific Calculus». — location: 1634 ^ref-4045
Bentham lo definiva la sua «utilità», perché maggiore è il piacere provocato da un’azione, maggiore è la sua utilità per la società. — location: 1637 ^ref-39438
Minerva era la dea romana della sapienza, — location: 1682 ^ref-12534
Si pensi alla storia come a una lunga striscia di carta arrotolata su se stessa. Non potremo mai comprenderla pienamente finché non si sarà srotolata completamente, né potremo mai sapere cosa c’è scritto sull’ultima pagina finché non ce l’avremo davanti. — location: 1707 ^ref-6006
la vera libertà è possibile solo in una società ben organizzata. — location: 1744 ^ref-51134
Arthur Schopenhauer (1788-1860) la pensava davvero così. Secondo lui, siamo tutti prigionieri di un circolo vizioso fatto di volere cose, ottenerle, e poi volerne delle altre. — location: 1761 ^ref-60150
Andò a finire che Schopenhauer lasciò l’università e per il resto della vita si mantenne grazie a una rendita. — location: 1773 ^ref-42542
La realtà si presenta sotto due aspetti: come volontà e come rappresentazione. — location: 1776 ^ref-31322
mondo come rappresentazione, è il mondo come noi ne facciamo esperienza. — location: 1778 ^ref-54723
Kant parlava di noumena, plurale di noumenon. Pensava che le realtà potessero essere più di una. C’e da chiedersi come potesse saperlo, visto che aveva dichiarato che il mondo noumenico ci è inaccessibile. Differentemente da lui, Schopenhauer riteneva che la realtà noumenica non potesse essere divisibile, perché la divisibilità richiede spazio e tempo; — location: 1786 ^ref-27287
Volontà (potremmo scriverla con la V maiuscola) non ha scopo, o, come a volte scrive Schopenhauer, è ‘cieca’. Non ha nulla a che vedere con il raggiungimento di un risultato, un fine o una meta; è solo una sorta di grande ondata di energia, presente in qualsiasi fenomeno naturale come nel nostro deliberato volere qualcosa. — location: 1800 ^ref-17438
Fare del male a un’altra persona è come un serpente che si morde la coda senza sapere che sta affondando i denti nella sua stessa carne. — location: 1817 ^ref-21940
«obit anus, abit onus», che potremmo tradurre con «Morta la vecchia, scaricato di un peso». — location: 1824 ^ref-13156
John Stuart Mill — location: 1838 ^ref-25414
Non lo imbottì però di nozioni, né lo obbligò a studiare tutto a memoria, ma usò il sistema socratico delle domande-risposte, incoraggiando il bambino ad analizzare ciò che imparava e a non assimilarlo in modo acritico. — location: 1841 ^ref-13441
Mill ricevette un’impostazione utilitaristica, e l’influenza di Bentham su di lui fu immensa. La famiglia Mill trascorreva l’estate a casa di Bentham, nel Surrey. Ma per quanto concordasse con Bentham sull’idea che l’azione giusta è quella che procura la maggiore felicità possibile, pervenne alla convinzione che l’equivalenza felicità = piacere propugnata dal suo maestro fosse troppo semplicistica, e costruì una sua versione della teoria proponendo una gerarchia tra i piaceri. — location: 1850 ^ref-9310
maggior quantità possibile di piaceri di grado inferiore non risulta preferibile alla minor quantità di piaceri di grado superiore. — location: 1858 ^ref-14435
meglio essere un Socrate insoddisfatto piuttosto che uno scemo soddisfatto. — location: 1860 ^ref-27893
chiunque avesse provato entrambi i tipi di piaceri preferiva quelli di grado superiore. Il — location: 1862 ^ref-43739
Se un maiale fosse in grado di leggere, preferirebbe fare quello piuttosto che rotolarsi nel fango. — location: 1864 ^ref-6303
gerarchia dei piaceri. — location: 1865 ^ref-35115
Mill invece non fornisce alcuno strumento per calcolare il ‘tasso di cambio’ fra le diverse unità di piacere superiore e inferiore. — location: 1868 ^ref-39430
Vedeva gli esseri umani come delle specie di alberi. Se a un albero non si fornisce spazio sufficiente per crescere, sarà un albero contorto e fragile. — location: 1870 ^ref-55586
sosteneva che fornire a ogni individuo uno spazio per realizzarsi nel modo che riteneva più adatto fosse il miglior sistema di organizzazione sociale. — location: 1873 ^ref-42927
Qualunque individuo adulto dovrebbe essere libero di fare ciò che desidera, a condizione che ciò non provochi danni ad altri. — location: 1882 ^ref-56109
il modo in cui la pressione sociale impediva agli individui di fare ciò che volevano o di diventare ciò che aspiravano a essere. — location: 1886 ^ref-52929
ampliare le libertà individuali producesse una felicità generale maggiore di quanta ne produca limitarle. — location: 1890 ^ref-13239
Gli esseri umani non erano più qualcosa a sé, ma parte della natura, come qualsiasi altro animale. — location: 1934 ^ref-44218
Ancora oggi c’è chi continua a rifiutarsi di credere che noi siamo il prodotto di un’evoluzione. — location: 1941 ^ref-58577
Tra le conseguenze di questa teoria scientifica c’è il fatto che credere che Dio non esista risulta più semplice di quanto non sia mai stato. — location: 1946 ^ref-16009
L’origine delle specie». Certo, gli atei esistevano anche prima del 1859 – David — location: 1948 ^ref-65448
Non c’è bisogno di essere atei per credere nella teoria dell’evoluzione: molti credenti sono anche darwinisti. Ma non si può essere darwinisti e credere allo stesso tempo che Dio abbia creato le specie come sono oggi. — location: 1949 ^ref-17472
Benché a quel tempo non gli fosse ancora chiaro, i più importanti per la sua futura teoria dell’evoluzione sarebbero risultati dei piccoli uccelli grigiastri. — location: 1964 ^ref-64732
Alla fine giunse a ipotizzare che le piante e gli animali più adatti al loro ambiente avevano maggiori possibilità di sopravvivere sufficientemente a lungo da trasmettere alcune caratteristiche alle generazioni successive; a lungo andare, questo modello produceva piante — location: 1971 ^ref-20730
Sono tutti in competizione per trasmettere le proprie caratteristiche alla generazione successiva. — location: 1991 ^ref-29196
I creazionisti ci sono ancora oggi, sempre convinti che la storia raccontata dalla Genesi sia la verità, la descrizione fedele dell’origine della vita, ma tra gli scienziati ha prevalso largamente la convinzione che la teoria darwiniana sia la spiegazione corretta del processo — location: 2005 ^ref-34970
Per Marx, l’intera storia dell’umanità può essere spiegata come lotta di classe: la lotta fra la ricca classe dei capitalisti (la borghesia) e la classe dei lavoratori o proletariato. — location: 2107 ^ref-13913
Questa situazione impedisce agli esseri umani di realizzare le proprie potenzialità e trasforma il lavoro in sofferenza anziché in un’attività soddisfacente. — location: 2109 ^ref-23223
Praticamente non erano esseri umani, ma stomaci che necessitavano di essere nutriti per far funzionare la linea di produzione e trarre maggior profitto da essa a beneficio dei capitalisti: quello che Marx chiamava plusvalore creato dal lavoro degli operai. — location: 2125 ^ref-56453
alienazione. — location: 2128 ^ref-62657
Prendendo il controllo delle fabbriche, i lavoratori avrebbero fatto sì che chiunque potesse disporre di quanto aveva bisogno. Nessuno più avrebbe sofferto la fame, a nessuno sarebbe più mancato di che vestirsi o una casa in cui abitare. — location: 2135 ^ref-34482
Questa società futura si chiamava comunismo, e si sarebbe basata sulla condivisione dei profitti della cooperazione. — location: 2137 ^ref-61129
Ma nella visione di Marx, a muovere la storia sono le forze economiche che sono alla base della società. — location: 2145 ^ref-23743
la religione fosse ‘l’oppio dei popoli’: — location: 2148 ^ref-26848
Erano idee contagiose, che ispirarono la Rivoluzione russa del 1917 e molte altre rivoluzioni. — location: 2155 ^ref-33690
Purtroppo, l’Unione Sovietica – cioè il grande stato che ne nacque, comprendente la Russia e alcune nazioni vicine – e la maggioranza degli stati comunisti del Ventesimo secolo che si ispiravano al marxismo si dimostrarono oppressivi, inefficienti e corrotti. — location: 2155 ^ref-52420
pragmatismo ha a che fare con le conseguenze pratiche, con il ‘valore in soldoni’ del pensiero. — location: 2185 ^ref-51454
vero è ciò che funziona, che ha un impatto positivo sulla nostra vita. Il Pragmatismo è un approccio — location: 2188 ^ref-22509
scienziato americano C.S. Peirce, che voleva rendere la filosofia più scientifica di quanto non fosse mai stata. — location: 2190 ^ref-2876
Ci limitiamo a sperare di avere ragione quando ci pensiamo. — location: 2218 ^ref-51388
si trattava di una cosa in cui è utile credere; — location: 2219 ^ref-18918
bene per il credente. Una posizione indubbiamente — location: 2223 ^ref-48507
gli esseri umani stanno meglio quando credono in Dio, — location: 2225 ^ref-59829
alla fede diventano persone migliori. — location: 2225 ^ref-28170
Per James, invece, è la supposizione che la fede in Dio «funzioni in modo soddisfacente» a rendere vera l’affermazione «Dio esiste». — location: 2226 ^ref-22885
La verità, dunque, è soggettiva, dipende da come prendiamo le cose noi, invece di dirci come stanno in realtà? — location: 2239 ^ref-19594
La risposta di James è che dev’essere vero che le altre persone hanno una mente, perché altrimenti non sapremmo come soddisfare il nostro bisogno di essere riconosciuti e ammirati da altri. — location: 2244 ^ref-1986
Persone diverse in tempi diversi interpretano il testo ciascuna a suo modo. — location: 2253 ^ref-63825
Rorty credesse che non ve ne sia una sola di interpretazione corretta, — location: 2255 ^ref-48417
Se un tempo la religione aveva fornito senso e limite dell’azione morale, l’assenza di Dio rendeva tutto possibile e cancellava ogni limite. — location: 2283 ^ref-31319
Genealogia della morale — location: 2293 ^ref-50902
ribaltando i valori dell’eroismo propri degli aristocratici, al posto di lodare forza e potenza, come facevano quelli, gli schiavi trasformarono in virtù la generosità e il prendersi cura dei deboli. — location: 2297 ^ref-47548
Nietzsche riteneva che questo fosse un grave errore. I suoi eroi artistici, come Beethoven e Shakespeare, erano di gran lunga superiori al gregge, e i valori cristiani, nati essenzialmente dall’invidia, avevano fatto fare un passo indietro all’umanità. — location: 2303 ^ref-47582
Superuomo. Si tratta di una figura immaginaria, di là da venire, che non si lascia imbrigliare dalla morale convenzionale ma va ‘oltre’, creando nuovi valori. — location: 2306 ^ref-4111
La sua versione ‘taglia e incolla’ del pensiero di Nietzsche, pubblicata con il titolo La volontà di potenza, fece passare l’opera di Nietzsche per propaganda nazista, e lui stesso come uno degli autori approvati dal Terzo Reich. — location: 2314 ^ref-14963
anche innegabile, però, che nella sua opera si legga più di un’affermazione a favore del diritto del forte di distruggere il debole. Non — location: 2317 ^ref-56349
ghermiscono — location: 2319 ^ref-35234
formazione dei valori dalle emozioni e dalle forze irrazionali. — location: 2320 ^ref-45531
nel Sedicesimo secolo, l’astronomo Niccolò Copernico comprese come stessero in realtà le cose, — location: 2329 ^ref-64295
La teoria di Darwin spiegava come discendessimo da creature simili alle scimmie e quanto simili fossimo a quelle; gli effetti della rivoluzione darwiniana si sentono ancora. — location: 2334 ^ref-39874
Freud dimostrò che molta parte delle nostre azioni è guidata da desideri che rimangono nascosti. — location: 2336 ^ref-2282
Questi desideri inconsci esercitano un influsso profondo su tutti gli aspetti della nostra vita e addirittura sulla struttura della società, e sono all’origine delle caratteristiche migliori e peggiori della civiltà umana. — location: 2338 ^ref-10218
Freud giunse all’idea che la vera origine del loro malessere fosse qualche tipo di ricordo o desiderio inquietante, che rimaneva inconscio e che non si rendevano minimamente conto di provare. — location: 2348 ^ref-20105
Questo metodo delle ‘libere associazioni’, lasciando scorrere i pensieri, produceva risultati sorprendenti, portando alla coscienza ciò che prima era nascosto nell’inconscio. — location: 2351 ^ref-2582
l’azione di parlare allentasse la pressione esercitata dalle idee con le quali — location: 2353 ^ref-40155
avvenimenti accaduti quando eravamo piccolissimi possono riemergere durante l’età adulta. Ad esempio, Freud pensava che tutti i maschi provassero — location: 2358 ^ref-10194
complesso di Edipo, — location: 2360 ^ref-50214
Per Freud, i sogni sono «la strada maestra dell’inconscio», — location: 2364 ^ref-19098
lapsus, chiamati appunto ‘lapsus freudiani’, in cui ci capita di rivelare desideri che non ci rendiamo conto di provare. — location: 2371 ^ref-23139
credete in Dio perché provate lo stesso bisogno di protezione che avvertivate da bambini. — location: 2384 ^ref-5215
l’illusione che da qualche parte ci sia una forte figura paterna che soddisfa il bisogno di protezione delle persone. — location: 2385 ^ref-26881
credete che un Dio simile esista davvero perché lo desiderate con tutto il vostro cuore. — location: 2387 ^ref-49872
desiderio inconscio di protezione e di amore che è proprio di qualunque bambino. L’idea di Dio è confortante per tutti coloro che provano — location: 2387 ^ref-19588
quel desiderio dall’infanzia, anche se ora sono adulti, che non si rendono conto della sua vera natura e reprimono con tutte le loro forze l’idea che la fede possa essere solo la risposta a un bisogno psicologico tanto profondo quanto insoddisfatto, e non la prova dell’esistenza di Dio. — location: 2388 ^ref-32725
Descartes pensava che l’intelletto fosse trasparente a se stesso, — location: 2392 ^ref-24432
Dopo Freud, bisognava riconoscere l’esistenza di un’attività mentale inconscia. — location: 2393 ^ref-41607
l’azione di un uomo che getta un bambino in un fiume e quella di un altro uomo che si getta in un fiume per salvare un bambino sono entrambe spiegabili – come qualsiasi azione umana – con la teoria freudiana. — location: 2398 ^ref-54847
conflitto edipico — location: 2401 ^ref-61909
Secondo Popper, se è possibile addurre qualsivoglia giustificazione a riprova che una teoria è vera, mentre non si riesce a immaginare una sola prova che dimostri che è falsa, quella teoria non può essere definita scientifica. — location: 2402 ^ref-6827
Bertrand Russell, un pensatore assai diverso da Freud, ne condivideva però l’avversione nei confronti della religione: riteneva infatti che essa fosse una delle cause principali dell’umana infelicità. — location: 2405 ^ref-3441
Bertrand Russell si interessava principalmente a tre cose: il sesso, la religione e la matematica; tutti e tre sul piano teorico. — location: 2410 ^ref-16043
Come usava dire, «O l’uomo abolisce la guerra, o la guerra abolirà l’uomo». Finora nessuna delle due condizioni si è avverata. — location: 2417 ^ref-4674
L’attrazione della gente nei confronti delle religioni nasceva, secondo lui, dalla paura della morte. La religione confortava, rassicurava, come la fede nell’esistenza — location: 2420 ^ref-907
di un dio che avrebbe punito i cattivi nell’Aldilà, anche se questi continuavano a uccidere e a fare ancora peggio sulla Terra. — location: 2421 ^ref-43494
Russell ammetteva la diversità del Buddhismo rispetto alla maggior parte delle religioni, mentre il Cristianesimo, come l’Islam, il Giudaismo e l’Induismo, avevano molto da farsi perdonare. Nel corso della loro storia erano state motivo di guerra, sofferenza e odio. Per causa loro erano morte milioni di persone. — location: 2423 ^ref-46968
‘terzo conte Russell’. — location: 2428 ^ref-42949
altero, — location: 2429 ^ref-29365
divenne un brillante matematico, ottenendo presto una cattedra all’università di Cambridge. — location: 2441 ^ref-20560
Come filosofo, il suo grande amore era la logica, la disciplina che sta a cavallo tra filosofia e matematica. — location: 2443 ^ref-16445
un’antinomia: affermando una cosa, dico allo stesso tempo il vero e il falso. Si tratta di un paradosso, e decisamente spiazzante. Russell aveva scoperto — location: 2454 ^ref-30260
«L’attuale re di Francia è calvo». — location: 2476 ^ref-23064
come molte frasi appartenenti al linguaggio ordinario, non era affatto ciò che sembrava. — location: 2478 ^ref-44228
se vogliamo dire che la frase «L’attuale re di Francia è calvo» è falsa, siamo in qualche modo obbligati a dire che in Francia attualmente c’è un re e che non è calvo; — location: 2479 ^ref-25044
A.J. Ayer (1910-1989) pensava di aver scoperto come fare, e chiamò questo suo sistema Principio di verificazione — location: 2496 ^ref-58684
Ad appena 24 anni, scrisse un libro in cui sosteneva che la maggior parte della storia della filosofia era un mucchio di farneticazioni, stupide e perlopiù inutili. Il libro, che venne pubblicato nel 1926, si intitola — location: 2499 ^ref-38712
positivismo logico che considerava la scienza come la più alta conquista dell’umanità. — location: 2501 ^ref-35642
‘Metafisica’ è un termine usato per descrivere lo studio di qualsiasi realtà che si collochi oltre i nostri sensi, il tipo di realtà in cui credevano Kant, Schopenhauer e Hegel. — location: 2502 ^ref-27982
la metafisica va oltre l’una e gli altri e descrive realtà che non possono essere indagate con gli strumenti della scienza o della logica. — location: 2504 ^ref-33350
proposizione — location: 2510 ^ref-13622
È vero per definizione? È verificabile empiricamente? — location: 2511 ^ref-63753
Le proposizioni vere per definizione affermano qualcosa che è implicito nei termini che usiamo. — location: 2517 ^ref-15588
Le proposizioni verificabili empiricamente (sintetiche, secondo la definizione kantiana), invece, — location: 2518 ^ref-10152
Se la proposizione non è né vera per definizione, né verificabile (o falsificabile) empiricamente, allora secondo Ayer è priva di significato. Tutto qui. Questo pezzettino della filosofia di Ayer — location: 2525 ^ref-18776
Non c’è un modo in particolare in cui dobbiamo essere, per essere umani. — location: 2595 ^ref-33229
Sarebbe una scelta anche essere il tipo di persona che gli altri si aspettano che siamo. — location: 2598 ^ref-25114
Secondo Sartre è una tua scelta se ora sei triste. — location: 2603 ^ref-30024