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Il paese innovatore
Metadata
- Author: Alfonso Fuggetta
- ASIN: B08JM9PW4M
- Pages: 213 pages
- Publication: September 21, 2020
- Publisher: Egea (September 21, 2020)
- Reference: https://www.amazon.com/dp/B08JM9PW4M
- Kindle link
Highlights
quadro contraddittorio, a macchia di leopardo, dove accanto a eccellenze e aree di grande sviluppo si rilevano tante, troppe, situazioni di arretratezza. — location: 117 ^ref-62934
abilitatore – non attore! – della crescita e dello sviluppo? — location: 149 ^ref-24884
giovani ci lasciano e il Paese si impoverisce. — location: 320 ^ref-21483
Equiparare l’investimento in ricerca e il procurement strategico a un’azione imprenditoriale è semplicistico ed erroneo. — location: 398 ^ref-8801
la ricerca è esplorazione di nuove idee e studio di problemi complessi al fine di produrre un avanzamento delle nostre conoscenze. Innovazione è sfruttare queste conoscenze per avere un impatto concreto sull’economia e sulla società. — location: 401 ^ref-55949
Molte ricerche non producono risultati utili o creano risultati che lo diventeranno solo dopo molti anni. Per esempio, i linguaggi di programmazione object-oriented furono ipotizzati e concepiti nella loro struttura generale alla fine degli anni Sessanta ma sono diventati innovazione solo parecchi anni dopo. — location: 404 ^ref-17109
L’innovazione è essa stessa un processo complesso e rischioso, tutt’altro che deterministico e prevedibile. — location: 414 ^ref-22071
Non è vero che siamo destinati a fallire se ci apriamo alla competizione e al mondo. — location: 559 ^ref-21881
Sicuramente non si può ignorare che, accanto alla crescita e allo sviluppo economico, questi anni hanno visto anche crescenti disuguaglianze e fratture sociali. — location: 562 ^ref-19986
Come Paese dobbiamo costruire le condizioni affinché «nessuno sia lasciato indietro», ma non solo e non tanto perché puntiamo su ridistribuzione e assistenzialismo, quanto perché aiutiamo tutti a crescere e a costruire il loro futuro. — location: 564 ^ref-24162
l’esistenza di quell’ascensore sociale che troppo spesso è mancato, che faccia crescere la media del benessere e della ricchezza delle persone. — location: 570 ^ref-30042
Nella mia vita quotidiana che cosa vorrei che lo Stato facesse per me? Con quali limiti ed entro quali confini? Con quali obblighi, diritti e doveri? — location: 576 ^ref-44885
Deve garantire la convivenza civile, difendere i diritti e le libertà di ciascuno nel rispetto dei diritti e delle libertà di chiunque altro. Deve garantire pari opportunità e aiuto a chi rimane indietro. Deve essere garanzia di libertà, di civiltà e di dignità per ogni persona, senza prevaricare e imporre una sua visione della vita e dell’etica personale. Deve difendere la pace e promuovere la coesistenza tra i popoli. Ma lo Stato non esaurisce tutte le componenti e le anime del Paese. — location: 581 ^ref-58269
Per molti «Dio» è il dio dei cristiani; per altri è la propria fede o il proprio credo o le proprie convinzioni laiche. — location: 587 ^ref-47427
compito principale dello Stato è farsi garante e promotore di un processo che vede il Paese, tutto, attore e protagonista dell’innovazione e dello sviluppo economico e sociale. — location: 593 ^ref-11901
Stato e gli enti locali non devono sostituirsi alle imprese, quanto favorirne la nascita e la crescita, attivare politiche per l’attrazione degli investimenti e promuovere lo sviluppo delle imprese già presenti sul territorio. — location: 642 ^ref-3622
vitale innalzare il livello medio di formazione dei nostri giovani. — location: 648 ^ref-16207
missione principale del settore pubblico non è erogare «nuovi servizi digitali». — location: 659 ^ref-35761
Stato deve garantire che ogni cittadino non sia lasciato in condizioni di indigenza e che abbia le stesse opportunità sia dal punto di vista dell’accesso a processi formativi sia per quanto riguarda il proprio sviluppo professionale e imprenditoriale. — location: 672 ^ref-65048
dibattito pubblico del nostro Paese l’enfasi è quasi sempre sulla ridistribuzione, come se il valore e la ricchezza da distribuire esistessero a priori. — location: 727 ^ref-8120
brillante articolo3 nel quale illustra questo fallace paradigma chiamandolo «il modello superfisso». È una lettura piacevole e comprensibile anche da non economisti come me. — location: 738 ^ref-23064
Al di là di considerazioni storiche, uno degli errori principali alla base di certe analisi è l’assunzione che produzione di ricchezza voglia necessariamente dire costruzione e fruizione di manufatti che consumano le risorse del pianeta e che ci spingono a uno sfrenato consumismo. — location: 752 ^ref-6867
Se a partire dalla seconda metà del Settecento l’industria ha progressivamente soppiantato l’agricoltura, negli ultimi decenni abbiamo visto la nascita dell’economia dei servizi. Essi — location: 760 ^ref-15157
Sono attività economiche che non consumano risorse o quanto meno non nella stessa accezione e misura della manifattura classica. — location: 762 ^ref-27485
il processo di servitization che trasforma l’acquisto di un bene nella fruizione di un servizio, continuamente aggiornato e arricchito grazie a evoluzioni ed estensioni del software di controllo del bene stesso. — location: 768 ^ref-55405
Ma al tempo stesso, ipotizzando l’emergenza Coronavirus come transitoria, sono aumentate le palestre, i ristoranti, i saloni di bellezza e professioni come l’estetista, il personal trainer e l’osteopata, o i consulenti finanziari e gli insegnanti di Tai Chi. — location: 775 ^ref-9252
Quindi lo sviluppo delle professioni evolute legate ai servizi della conoscenza traina anche altri tipi di servizi. — location: 780 ^ref-45473
Decrescere sottrae ricchezza, ci rende un po’ più poveri e toglie risorse per una necessaria e doverosa ridistribuzione a favore di chi veramente ha bisogno e fa fatica. — location: 787 ^ref-16407
•serve sostenere e facilitare l’investimento in ricerca e innovazione, in nuova imprenditorialità, in apertura dei mercati alle idee e alle energie più dinamiche del Paese. — location: 824 ^ref-10844
Il caso Alitalia è da questo punto di vista emblematico: si usano soldi dei contribuenti e dei viaggiatori per tenere in vita un’azienda strutturalmente in perdita, cercando di limitare al contempo la concorrenza per garantire forme più o meno estese di monopolio. Anche questo è ridistribuzione sbagliata: un’allocazione estremamente inefficiente delle risorse. — location: 835 ^ref-22615
Politiche puramente o principalmente redistributive non fanno altro che cronicizzare i problemi e aumentare le tensioni sociali. — location: 847 ^ref-29433
il pubblico deve garantire i servizi universali, investire in infrastrutture critiche, promuovere investimenti congiunti con i privati, lasciare libertà ai privati di proporre una propria offerta alternativa e intervenire quando il mercato fallisce; — location: 871 ^ref-48617
Thomas Philippon nel suo ultimo saggio2, nel quale mette a confronto quanto accaduto negli Stati Uniti e in Europa negli ultimi anni. — location: 893 ^ref-46175
Non è possibile avere alta tassazione, un alto livello di intervento pubblico e attività economiche di livello medio-basso: è una situazione che a lungo andare non può reggere. — location: 897 ^ref-4163
mali e dei ritardi di molte nazioni a una scarsa — location: 904 ^ref-47202
l’errore di chi assolutizza il ruolo dello Stato e lo trasforma da garante delle libertà e della dignità delle persone in decisore dei destini e della vita dei singoli. — location: 914 ^ref-869
Mazzucato che assegnano allo Stato un «ruolo strategico di indirizzo» anche per le imprese private. — location: 919 ^ref-60574
«tutto ciò che non è esplicitamente permesso, è vietato», — location: 945 ^ref-44911
nulla è più efficace di un’equilibrata combinazione di incentivi e disincentivi. — location: 956 ^ref-42193
Definiscono i mille volti della nostra storia e della nostra cultura. — location: 971 ^ref-23275
risultata vincente la capacità dell’istituzione regionale di mettere insieme i diversi attori del territorio e di rendere condivisi e convergenti — location: 987 ^ref-33787
politiche industriali, cioè di scelte della politica che hanno un impatto diretto sullo sviluppo industriale. Lo stesso vale per Paesi come la Germania e la Francia. — location: 1064 ^ref-36678
le politiche industriali devono accrescere e qualificare i fattori utili allo sviluppo messi a disposizione della società civile e non introdurre (esplicitamente o implicitamente) attori pubblici che operino direttamente in competizione con le imprese del mercato. Provo a fare qualche esempio: — location: 1074 ^ref-52970
una buona politica industriale aiuta il mercato e le imprese a crescere e svilupparsi (crea e sviluppa fattori utili per lo sviluppo). — location: 1089 ^ref-5293
interferisce direttamente ed entra in competizione con il mercato — location: 1090 ^ref-34545
La qualità di una società, delle istituzioni e delle imprese dipende dalla qualità delle persone che le animano e definiscono. — location: 1126 ^ref-11645
Non ci possono essere futuro, innovazione, sviluppo senza una crescita culturale, sociale ed educativa delle persone. — location: 1127 ^ref-37417
troppo spesso nel recente passato esse sono state viste unicamente o principalmente come un puro servizio, mettendo in secondo piano il ruolo sociale e istituzionale che esse svolgono. — location: 1134 ^ref-12741
È vitale riscoprire la funzione istituzionale e sociale della scuola e dell’università, ricollegandola organicamente con quella educativa e formativa. — location: 1136 ^ref-60087
Per dominare e valorizzare le moderne tecnologie è necessario non solo acquisire nozioni, skill e abilità legate alle discipline e alle materie curriculari, ma anche sviluppare e potenziare la cultura generale della persona e le sue capacità logico-cognitive. — location: 1140 ^ref-37024
La percentuale di laureati STEM (Science, Technology, Engineering & Mathematics) è meno della metà di quella di Paesi come la Germania e il Regno Unito. — location: 1174 ^ref-33238
Conseguimento di un titolo di studio universitario, Unione Europea, 2019 (% di coloro che, all’età di 30-34 anni, hanno completato il percorso universitario) — location: 1176 ^ref-30646
Inutile piangere se il mercato non assorbe tutti i laureati in materie umanistiche e invece chiede più laureati STEM. Chi deve creare quei posti di lavoro non richiesti dalle imprese? Lo Stato? E che cosa dovrebbero fare le imprese? Assumere laureati in Giurisprudenza per fare il lavoro di un ingegnere? — location: 1189 ^ref-9068
Mi colpì molto una notizia che lessi nel 2017 sul New York Times4. — location: 1221 ^ref-30264
Abbiamo una dispersione scolastica troppo alta, un livello medio di formazione basso, un’insufficiente focalizzazione sulle materie STEM, investimenti insufficienti, specialmente se si tiene conto che non si tratta di «mantenere in linea» un sistema che funziona, ma di recuperare con urgenza una serie di ritardi — location: 1246 ^ref-33845
puro addestramento: «spiegate loro come usare ciò che serve in azienda e diplomateli il più presto possibile». — location: 1254 ^ref-47189
nostri giovani che dovranno lavorare per oltre 40 anni in un contesto caratterizzato da veloci e imprevedibili cambiamenti tecnologici, scientifici e anche sociali e culturali. — location: 1256 ^ref-31448
Le imprese non devono pensare solo a ciò che serve loro a breve termine, ma a quali siano le scelte, le competenze, il know-how, il capitale umano che permetterà loro di sopravvivere e crescere nel medio-lungo periodo, — location: 1259 ^ref-55674
competitività, forse la più importante di tutte. Ci si forma sempre, ogni giorno, continuamente, per sempre10 — location: 1266 ^ref-26149
la formazione moderna dev’essere un elemento permanente che accompagna ogni fase dell’esistenza di un individuo. — location: 1274 ^ref-26279
•una barra orizzontale ampia che permetta alla persona di interagire con altre portatrici di culture e competenze complementari. Elemento essenziale di questa barra orizzontale sono, per esempio, le soft skill. — location: 1300 ^ref-33706
Sir Ken Robinson, docente e studioso dei processi formativi. Il suo intervento al TED 200611 — location: 1303 ^ref-1291
Se consideriamo poi le università Top 1000 (che costituiscono pur sempre il top 5 per cento degli atenei al mondo), gli Stati Uniti scendono ancor più giù nella classifica relativa alla percentuale degli atenei presenti, mentre l’Italia sale al quinto posto. — location: 1314 ^ref-55844
In Italia è più facile accedere a una formazione di livello medio-alto in quanto un numero significativo di atenei, seppur non presenti nelle posizioni di vertice della classica, offre una formazione di qualità medio-alta rispetto al panorama internazionale. — location: 1319 ^ref-24126
È necessario lasciare che ogni università possa scegliere il personale che ritiene più adatto al proprio funzionamento. Se un ateneo abuserà di questa funzione, dovranno essere i meccanismi stessi della competizione e del mercato a punirlo. — location: 1331 ^ref-27924
budget: per il Politecnico, circa mezzo miliardo di euro; per il MIT, oltre tre miliardi di dollari. — location: 1355 ^ref-49205
Non è solo una materia «da aggiungere» ma un paradigma, un metodo e uno strumento che dev’essere usato per cambiare contenuti e metodi didattici in modo trasversale e pervasivo. — location: 1403 ^ref-28526
Esso privilegia (soprattutto nel pubblico) il body rental e il massimo ribasso rispetto ai contenuti tecnici e alla qualità del personale impiegato dal fornitore. Peraltro, — location: 1470 ^ref-48006
la scuola e l’università devono essere un luogo accogliente, piacevole, bello ed entusiasmante, dove lo studio è facilitato e la vita sociale ricca e stimolante. — location: 1492 ^ref-27935
collegamento fortissimo che esiste tra digitale, cultura e cittadinanza. — location: 1512 ^ref-57188
Dal punto di vista della collettività, innalzare il livello medio della formazione e della preparazione dei singoli rafforza le capacità di crescita economica e sociale e – non si considerino queste parole esagerate – di convivenza civile e democratica. — location: 1521 ^ref-31525